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Displayed below are some selected recent viaLibri matches for books published in 1566

        Scylla en Charybdis; behelzende een project, ter verbetering der zeegaten en het vaarwater van Texel, en aanwinning van eenige duizend morgen land.Amsterdam, Johannes Allart, Laurens Brandligt, 1780. 8vo. With 4 folding engraved maps and 1 folding engraved plate. Contemporary mottled calf, richly gold-tooled spine.

      Bierens de Haan 558; Kemper 1566; STCN 160106095. First and only edition of a work on navigation around the Dutch island Texel, written by the sea merchant Laurens Brandligt. Due to alluviation the stream velocity in the waters around Texel had decreased. Brandligt suggests several ways to improve the navigability of these waters, which was important since Dutch warships often took refuge in them. Brandligt also tries to promote Den Helder as a new harbour for both war and merchant ships, stressing the poor accessibility of Amsterdam. Small tear in first free endleaf, restored, title-page slightly browned. Binding rubbed along the extremities, spine damaged at the top and front hinge partly cracked. Overall in good condition.

      [Bookseller: ASHER Rare Books (Since 1830)]
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        Madonna del Silenzio

      1566 - Bulino, 1566, firmato in lastra, sotto la panca a sinistra Philippus Sericus fecit, e datata MDLXVI, a destra della didascalia. Da un soggetto di Michelangelo Buonarroti. Splendida prova, impressa su carta vergata coeva cn filigrana "pellegrino nel cerchio con stella" rifilata alla linea marginale, in ottimo stato di conservazione. Il soggetto dell’incisione è tratto dal disegno a sanguigna di Michelangelo della Collezione Duke of Portland di Londra, incluso tra le opere eseguite intorno al 1540 per Vittoria Colonna. La prima traduzione a bulino del disegno è di Giulio Bonasone, e reca la data 1561. Questa incisione rappresenta la seconda delle due versioni del tema che Philippe Soye incise per Antonio Lafrery. La prima, molto diversa nella raffigurazione e posa di tutte le figure, e nei dettagli architettonici, è datata 1565. Questa seconda versione è molto più vicina all’opera del Bonasone. La scena raffigura Maria, seduta, con le gambe accavallate, e il Bambino che dorme sdraiato sulla panca con la testolina appoggiata sulla gamba di lei. La Vergine, con la mano destra, tiene aperto un libro sulle cui pagine sono riportati i versetti biblici relativi alla beatitudine di Maria. Più indietro, a destra, coprendosi la bocca con la mano, è S. Giuseppe, di cui nelle Sacre Scritture non è mai riportata la parola. Sulla sinistra, è raffigurato l’arcangelo Gabriele, con l’indice rivolto verso l’alto, rimandando probabilmente al concetto espresso nella didascalia: DORMIENTE PUERO IESU DIVINA MENS VIGILA ovvero Mentre il bambino dorme, la mente divina vigila. L’incisione reca la dedica a Galesio Reguardi, vescovo di Bagnoregio "datario di Pio IV, Papa". Engraving, 1566, signed Philippus Sericus fecit lower left, with the address of Antonio Lafrery and the date MDLXVI lower left. After a drawing by Michelangelo. A very good impression, printed on contemporary laid paper with "pilgrim in a cirlce with star" watermark, trimmed to the platemark, good condition. The subject for these print is from a sanguine drawing by Michelangelo in the Duke of Portland’s Collection in London, included among the works executed around 1540 for Vittoria Colonna. The first print made of this design is Giulio Bonasone’s, which is dated 1561. Philippe Soye engraved two versions of this theme, both published by Antonio Lafrery. The first one, dated 1565 with major changes in the apparence of all the figures. This engraving represents the second version, dated 1566, and close to Bonasone’s print. The scene depicts Mary sitting with his legs crossed, and the Christ Child asleep on her lap. The Virgin, with his right hand, holding open a book whose pages are the Biblical verses related to the Beatitude of Mary. Further back, St John the Baptist raising his figure to his lips, On the left, depicts the archangel Gabriel, with the index finger pointing up, probably referring to the concept expressed in the latin caption: DORMIENTE PUERO IESU DIVINA MENS VIGILA (While the Child sleeps, the Divine Mind supervises). Bartsch, XV.128.66; Catelli Isola, Fortuna di Michelangelo nell’incisione, p. 60 n. 25; Marigliani – Biguzzi, La Collezione Sacra della Bottega di Antonio Lafrery, p. 45 n. 5; Massari, Iulio Bonasone, p. 97 n. 127. Dimensioni 308 440mm [Attributes: Signed Copy]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Tunisi & Goletta

      Roma 1566 - Rara carta geografica raffigurante la città di Tunisi con l’antica Goletta e le coste settentrionali del Nord Africa, con le rovine di Cartagine. Esemplare nel secondo stato, stampato a Roma dall’editore Giovanni Orlandi nel 1602. La carta è priva del titolo, ma reca una estesa legenda, con la data e la firma dell’autore: "Benigni Lettori, per rappresentarui piu particulari della Città di / Tunesi, holla tenuta alquanto piu larga di quello che importa la / pianta di essa Città secondo la mesura, ò scala delli miglia, laquale / solamente ui seruirà à sapere le distantie da un luogho all'altro: / Piu altra i monti che sono alla sinestra dello stagno per la loro asprez= / za no[n] si possono cultiuare, le Colline alla destra sono tutti fruttifere, / lo stagno non è nauigabile se no[n] per lo canale. La Torre appresso la Go= / letta è per la difesa de' pozzi da quali si ha l'acqua per uso della Città: / Le Mura che abbracciano i borghi sono di altezza di tre braccia, / et debolossime, et solo fatte per reparar all'improuiso assalto de gli / Arabi; Bardo, Mescia, et Restabia sono serragli del Re: jl Borgo / Rabat è habitato da Soldati Christiani: jl Borgo Nifet da gli Arabi: / jl Mercator del bestiame si fa nella piazza appresso la Meschita: / La Piazza de' Christiani è alli Magazeni: il porto appresso le ruine / di Cartagine è quasi ripieno, et no si usa piu: / Venetijs ex æneis formis Bolognini Zalterij / Anno . M . D . LXVI". Bell’esemplare, in coloritura antica, applicato su antico supporto di collezione, con piccoli margini, minime abrasioni, per il resto perfetto stato di conservazione. Rare map showing the city of Tunis with the old Goletta and the northern coasts of North Africa, with the ruins of Carthage. A very rare example of the third state, printed in Rome by Giovanni Orlandi in 1602. The original edition by Zaltieri is printed in Venice; thi is one of the few plates that was printed by both of the leading publishers town of Italy. Fine example, in ancient colouring, laid down on a collection cardboard, with small margins, minimum abrasion, otherwise perfect condition. Tooley 558. Dimensioni 390 270mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Tochai, fortezza nei confini di Transilvania et Ongheria.

      Venezia 1566 - Carta topografica raffigurante l’assedio di Tokaj. Firmata da Domenico Zenoi, è parte della celebre raccolta di cartografia urbana che questi pubblica, insieme a Paolo Forlani, nel 1567 con il titolo "Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo". L’opera è di incredibile rarità e non ebbe una grande fortuna editoriale. Forse perché le lastre furono acquisite dall’editore Bolognino Zaltieri, che le utilizza per la raccolta di cartografia urbana realizzata da Giulio Ballino, denominata "De’ disegni delle più illustri città e fortezze del mondo", edita sempre a Venezia solo due anni dopo, nel 1569. Giulio Ballino era un avvocato veneziano che frequentava la casa dei Manunzio già verso il 1530, dedicandosi in gioventù allo studio dei classici. Il libro "De’ disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo", stampato da Bolognino Zaltieri, è costituito da cinquanta vedute ed una carta geografica. L’opera rappresenta il primo tentativo, nell’ambito dell’editoria italiana, della realizzazione di un testo/atlante delle principali fortezze e città del mondo. A differenza dei suoi predecessori, dei quali utilizza spesso i rami e le iconografie, egli concepisce un’opera unitaria corredata di testi e di indice, della quale, per la prima volta, si è ha conoscenza dell’esatto numero di tavole che la compongono. Sicuramente ispirata all’opera del Du Pinet Plantz, "Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.", la raccolta del Ballino è molto probabilmente solo una parte del progetto iniziale, molto più ampio. Egli probabilmente intendeva pubblicare un’edizione in latino, sperando di lanciare la sua opera a livello europeo, ma si arrese davanti alla pubblicazione del primo libro del "Civitates Orbis Terrarum" di Georg Braun & Fransz Hogenberg, che in qualche modo bruciò parecchie delle iniziative editoriali sull’iconografia urbana. Le carte della raccolta sono datate tra il 1566 ed il 1568; secondo un recente studio di Albert Ganado (1993), trentadue di queste risultano essere ristampe dei rami di Paolo Forlani e di Domenico Zenoi, per la prima volta apparsi ne "Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo del Forlani" (1567); questo cospicuo gruppo di tavole è inserito nella raccolta con alcuni ritocchi nelle lastre, che vengono modificate. Altre furono per la prima volta pubblicate da Ferrando Bertelli nel Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, datato 1568. Il resto delle tavole sono di anonimi incisori di cui l’autore si servì per la sua opera, probabilmente anche per ritoccare le lastre di cui era già in possesso. Alcuni esemplari di questa rara opera recano il frontespizio allegorico inciso da Nicolò Nelli, famoso incisore e calcografo veneziano della seconda metà del ‘500; altri esemplari viceversa hanno un frontespizio non inciso. Entrambe le versioni sono edite dallo Zaltieri nel 1569. Difficile stabilire quale sia la prima stesura e quale quella successiva, la sola differenza è infatti notabile nel testo al verso delle carte, che può variare nella dimensione dei caratteri. Altra differenza che alcune carte sono numerate al verso, mentre le stesse, esaminate in altri esemplari, sono prive di questo numero di pagina. Per semplice deduzione logica possiamo affermare che gli esemplari privi del numero siano antecedenti, teoria tuttavia non del tutto surrogata dall’esame di più esemplari dell’opera. Acquaforte e bulino, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione. CMap showing the siege of Tokaj, signed by Domenico Zenoi. The map was first published in the incredible rare Paolo Forlani’s town book ""Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo", published in 1567 with a partnership of Domenico Zenoi. The plates then comes in the hand of the publisher Bolognino Zaltieri and published in the De’ disegni delle più illustri città e fortezze del mondo", by Giulio Ballino, in 1569. Giulio Ballino was a [Attributes: Signed Copy]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        La conversione di San Paolo

      1566 - Bulino, 1566, datato e monogrammato in lastra in basso a sinistra '1566 / MVK.' Magnifica prova, impressa su carta coeva con filigrana "scudo con torre e tre monti", con sottilissimi margini, in eccellente stato di conservazione. La splendida composizione raffigura l’episodio biblico della conversione di san Paolo Apostolo (in ebraico Saul), sulla via di Damasco. Secondo gli Atti degli Apostoli, sulla via di Damasco Saulo fariseo (che sarà presto Paolo Apostolo) caduto a terra udì la voce di Cristo chiedergli: 'Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? (sono le parole latine che si leggono nell’incisione). Subito dopo, perse temporaneamente la vista. La tradizione artistica successiva ha immaginato la caduta a terra come una caduta da cavallo ma il particolare è assente negli Atti. Anche in questa rarissima incisione di Cartaro, San Paolo è raffigurato nel centro sul suo cavallo caduto. Opera di incredibile rarità. Engraving, 1566, dated and lettered at lower left '1566 / MVK.' A great impression, printed on contemporary laid paper with watermark "shield with a tower and three mountains", with thin margins, in perfecy condition. The conversion of St Paul who is on his fallen horse in the centre, Jesus appears in a cloud above and soldiers flee the apparition. According to the Acts of the Apostles, on the way to Damascus Saul the Pharisee (soon to be Paul the Apostle) fell to the ground when he heard the voice of Christ saying to him, 'Saul, Saul, why do you persecute me?' (lat. "Saul, Saul cur me persequeris?") and temporarily lost his sight. A superb example of this very rare work. Bartsch XV.527.16; TIB.XXXI.419.17; Nag K-Lex.VI.534.24 Dimensioni 495 370mm

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Der Dritt Teil der Buecher des Ehrnwirdigen Herrn Doctoris Martini Lutheri/ darin zusamen gebracht sind . erklerung vnd auslegung der fuernemesten Psalmen/ die durch jn selb . Deudsch geschrieben/ vnd etliche durch andere/ aus dem Latein in Deudsche sprach gebracht sind

      Wittemberg : Seitz, Peter, 1566 - [8], 594 Bl. ; Zustand: gut ; Titelbl. in Rot- u. Schwarzdruck, Seite 532-594 sowie Deckel hinten Ecke unten rechts bei einem Brand beschädigt worden (kein Textverlust),;Vorsatz, Vorsatztitelblatt, sowie 6 Seiten der Vorrede restaurationsbedürftig. Schließen nicht vorhanden, Einband Pergament mit Blindprägungen, sowie einer Schwarz-Prägung "der 3 Teil // AH// 1569" wohl das Bindedatum; Weitere Fotos auf Anfrage Luther3 Wenn das Buch einen Schutzumschlag hat, ist das ausdrücklich erwähnt. Rechnung mit ausgewiesener Mwst. Sprache: Deutsch Gewicht in Gramm: 4000 gebundene Ausgabe, Ledereinband

      [Bookseller: BBB-Internetbuchantiquariat]
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        Imprese, stratagemi, et errori militari ne’ quali discorrendosi con essempi, tratti dall’historie de’ Greci & de’ Romani, s’ha iena cognition de’ termini che si possono usar nelle guerre.

      Gabriel Giolito de' Ferrari,, Venezia, 1566 - In 4° (18,6 x 13,8). Pp. (60)+477+(3). Marca tipografica al titolo; numerose testatine e capilettera xilografici. Margini superiore e inferiore rifilati con perdita della data impressa al titolo, un foro di tarlo al margine interno dei primi fogli, impercettibili tracce d’uso alla prima e ultima carta, nel complesso esemplare bello e solido in affascinante legatura seicentesca tutto marocchino marrone, doppia cornice con fregi iscritti ai piatti, titolo verticale al dorso (mancanza alla cuffia superiore), tagli dorati. Prima edizione di questo pregevole lavoro dello storico piacentino (1515-1587) che compose anche opere devozionali. Come in un analogo lavoro di Porcacchi (che qui ha curato l’edizione) il trattato guarda agli avvenimenti militari del passato per trovare paragoni e similitudini con battaglie di epoche più recenti, nelle quali l’autore aveva sviluppato esperienza diretta, distinguendosi in quella celebre di San Quintino. First edition, a narration of military battles and events comparing those of the antiquities with the most recent ones. Trimmed in outer and lower margin, with loss of date imprint in title, otherwise a very good copy in attractive full seventeenth Italian calf, double fillet on covers, title in gold vertically placed on spine (slight loss to upper compartment). Golden edges. ADAMS, R-635. COCKLE, n. 534. BM-STC Italian, p. 558. OLSCHKI, Choix, nn. 119-120

      [Bookseller: LIBRERIA ANTIQUARIA PIEMONTESE]
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        La Nuova et esatta Descrittione della Soria e della Terra Santa

      Venezia 1566 - Acquaforte e bulino, 1566, firmata e datata in lastra nel cartiglio. Magnifica prova, ricca di toni, impressa su carta vergata coeva con filigrana "sirena nel cerchio con stella", con margini, in eccellente stato di conservazione. Carta geografica della Terra Santa e dell’isola di Cipro, incisa e pubblicata da Paolo Forlani. La fonte cartografica di questa mappa è sicuramente la tavola di Martin Waldseemuller del 1513, con tutte le sue derivazioni successive nelle varie edizioni della Geographia di Tolomeo. Nel 1561, a Venezia, Giordano Ziletti pubblica la sua Geographia, con il commento del Ruscelli e le mappe incise da Giulio Sanuto. La carta del Forlani è un aggiornamento ed ingrandimento di quest’ultima, rispetto alla quale vengono aggiunti anche due importanti elementi decorativi quali il cartiglio con il titolo e la rosa dei venti, nel mare. L’aspetto veramente insolito di questo lavoro è costituito dal fatto che esiste una variante della mappa, pressoché identica per dimensioni ed aspetto, incisa utilizzando una lastra differente e nello stesso anno sempre da Paolo Forlani, 1566. L’unica differenza, a prima vista, è che il nostro esemplare reca la data in numeri romani, mentre l’altra in numeri arabi. Un’analisi più approfondita rileva che, invece il rame è invece diverso e che ci sono differenze anche nei toponimi, seppur minime. David Woodward, il maggiore studioso del Forlani, le assegna entrambe al veronese; non è tuttavia dato di sapere quale sia stata edita prima né il misterioso motivo che abbia indotto il Forlani ad incidere due lastre. La presenza di un secondo stato dell’altra lastra, successivamente edito da Donato Bertelli, mi lascia supporre che il nostro esemplare sia la prima lastra del Forlani, poi andata distrutta per qualche motivo, inducendo l’editore ad incidere nuovamente il soggetto. Magnifico esemplare di questa rarissima mappa. Bibliografia: a) Almagià (1927): n. 127; Borroni Salvadori (1980): n. 133; Castellani (1876): n. 68; De Vries (1981): n. 85; Gallo (1954): C, n. 66; Ganado (1982): n. 52; Kraus (1972): n. 105; National Maritime Museum (1971): n. 141; Parke-Bernet (1969): n. 68; Ruge (1904-16): I, n. 67.59 e IV, n. 87.31 & n. 88.12; Shirley (2004): I, n. 135; Sotheby’s (1998): n. 198; Sotheby’s (2000): n. 308; Sotheby’s (2005): n. 106; Wieder (1915): p. 14, n. 102 & p. 29, n. 69; Cartografia Rara (1986): n. 127; Mostra Bergamo (2016): n. 10; Tooley (1939): n. 436; Zacharakis (2009): n. 1536; Woodward (1990): n. 56; Woodward (1992): n. 39. Etching with engraving, 1566, signed and dated on the plate in the cartouche. A magnific example, printed with rich tone on contemporary laid paper with watermark "mermaid in a circle with a star", with margins, in excellent conditions. Map of the island of Cyprus and the Holy Land, engraved and published by Paolo Forlani. The source of this cartographic map is definitely the board of Martin Waldseemuller of 1513, with all its branches in various successive editions of Ptolemy's Geographia. In 1561, in Venice, Giordano Ziletti published his Geographia, with commentary by Ruscelli and maps engraved by Giulio Sanuto. The mape is an update of Forlani and enlargement of the latter, with respect to which are added two important elements such as decorative cartouche with the title and the wind rose, the sea. The most unusual aspect of this work is the fact that there is a variant of the map, nearly identical in size and appearance, using a slab engraved different and always in the same year by Paolo Forlani, 1566. The only difference, at first sight, is that our copy is dated in Roman numerals, and the other in Arabic numerals. A more in-depth notes that, instead of the copper is quite different and that there are also differences in the names, albeit minimal. David Woodward, the greatest scholar of Forlani, assigns both the Veronese is not impossible to assess what has been published before nor the mysterious reason that has led to record two plates Forlani. Th [Attributes: Signed Copy]

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Neunhundert gedaechnisswuerdige Geheimniß unnd Wunderwerck von mancherley Kreutern, Metallen, Thieren, Voegeln und andern natuerlichen Kuensten und Historien. Erstlich durch den hochgelehrten Antonium Mizaldum auß Franckreich in Latin zusammengetragen. In hochteutsche Sprach gebracht durch Georgium Henisch von Bartfeld. Sampt einem Buechlin Sexti Platonici Philosophi von den Krefften der zamen und wilden Thier, so in der Artzney mögen für allerley Kranckheiten gebraucht werden.

      2 Tle. in 1 Band. 8 Bll. (l. w.), 500 S., 6 Bll. 64 S. Holzdeckelband d. Zt. mit braunem Lederbezug (Rücken erneuert). 16 x 11 cm. VD16 M 5701. - Seltene (dritte) deutsche Ausgabe dieser erstmals 1566 in Paris erschienenen Sammlung von 900 Anweisungen und Rezepten vom "französischen Äskulap" (Schelenz 407). Der berühmte Pariser Arzt Mizauld (1520-1578) verfasste über 400 Werke auf den Gebieten der Medizin, Philosophie, Mathematik, Astrologie, Technik usw. - Mit Exlibris Harry Schraemli. - Einband etwas berieben und mit Wurmspuren. Leicht gebräunt, anfangs wasserfleckig. Rücken und Vorsätze erneuert.

      [Bookseller: Antiquariat Turszynski]
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        Tractatus de Testamentis, De Feudis, De Donationibus, De Iure.

      1566 - Popular Sixteenth-Century Study of Topics in Roman Law Claro, Giulio [1525-1575]. Tractatus de Testamentis, De Feudis, De Donationibus, De Iure Emphiteotico: Nunc ab Omnibus Erroribus Maxima Diligentia Emendati: Cum Summariis, & Repertoriis Omnium Quaestionum, Ac Incidenter Dictorum. Venice: Apud Franciscum Laurentinum, 1566. 8, [32], 243 ff. Octavo (6" x 4"). Contemporary limp vellum with lapped edges, faint early hand-lettered title to spine, later signature (Romatelli) to front cover, ties lacking. Light soiling, rubbing to extremities, insect damage to rear cover, front joint cracked, pastedowns loose. Large woodcut printer device to title page, woodcut decorated initials. Occasional early annotations and underlining. Toning, dampstaining in a few places, interior otherwise clean. * Second edition. With indexes. First published in 1565, this popular work on wills, gifts, feudal writs, usury and other topics in Roman criminal and civil law went through numerous editions throughout Europe well into the eighteenth century. These four tracts were books 3-4 of the author's unfinished Sententiae Receptae. Claro was a Milanese jurist. OCLC and KVK locate one copy of this edition in North America (at the Library of Congress). Another copy located at Harvard Law School. This edition not in Adams. Censimento Nazionale delle Edizioni Italiane del XVI Secolo CNCE 12641.

      [Bookseller: The Lawbook Exchange, Ltd., ABAA ILAB]
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        Aurelii Prudentii Clementis Viri Consularis Opera. [Opera emendatus, commentarius].

      Hieronymus [Jerome] de Marnes,, Paris: 1566 - Collation: a-z8, A-L8. Pagination: 540, [2]p. Full old calf, original boards, rebacked, blind tooled ruling and panelling, gold stamped floral gilt at all four corners and center of each board, edges worn. Gilt title on spine. Minor dampstain to few leaves at outer edge. Small wormhole at upper edge of last few leaves, outside margin, never effecting text. Bottom edge of title page trimmed short, but with no effect on text; names in old hand. Illustrations: Printer's device on t.p., engraved initials, head and tail pieces. "A Christian poet, born in the Tarraconensis, Northern Spain, 348; died probably in Spain, after 405.He practised law with some success, and in later life deplored the zeal he had devoted to his profession. He was twice provincial governor, perhaps in his native country, before the emperor summoned him to court. Towards the end of his life Prudentius renounced the vanities of the world to practise a rigorous asceticism, fasting until evening and abstaining entirely from animal food.The two principal didactic poems are the "Apotheosis", on the dogma of the Trinity, and the "Hamartigenia", on the origin of sin. One is somewhat astonished to find Prudentius attacking ancient heresies, such as those of Sabellius and Marcian, and having nothing to say on Arianism. It is due to the fact that he closely follows and imitates Tertullian, whose rugged genius resembles his own. These poems are interesting examples of passionate, glowing abstractions, precise exposition being combined with poetic fantasy. .Orthodoxy is his great preoccupation in these poems, and he invokes all kinds of punishments on heresy. The "Psychomachia "is the model of a style destined to be lovingly cultivated in the Middle Ages, i. e., allegorical poetry, of which before Prudentius only the merest traces are found (in such authors as Apuleius, Tertullian, and Claudian).A genius more powerful than pliant, Prudentius displays a more versatile and richer talent than that of his pagan contemporary, Claudian. The rhetoric he disparages, he himself misuses; he often exaggerates, but is never commonplace. The superior of many pagan poets, among the Christian he is the greatest and the most truly poetic." [Catholic Ency.] Giselinus was a Flemish physician and humanist (1534-1591)," After Latin school at Bruges, he went c.1588 to study classic authors and philosophy at the University of Louvain. In 1561 he left for Paris. On his return to the Netherlands he worked as occasional proof-reader for Plantin."[Voet]This edition is based on the 1564 Plantin edition. Citations: See Palau 239830 "Edicion correcta y muy apreciada por los comentarios de Giselini."USTC 154658. Not in BM STC (France), or Adams. [Attributes: Soft Cover]

      [Bookseller: Dark Parks Books & Collectibles]
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        Natura Brevium in French

      180 [4]ff rebound in rubbed brown leather with contrasting label gilt, marbled eps, and coloured edges, detailed 19 C provenance written to ffep by ?WD, contemporary annotations and signatures including to title page, and underlining, final leaf cut, text unaffected , with contemporary scholarly annotations assumed by Thomas Coventry or his son. Colophon dated January 1567Thomas Coventry was regarded as the most able lawyer of his age, prosecuted Francis Bacon and was Lord Keeper of the Great Seal for fifteen years. This work is based on the Registrum Brevium of Edward III

      [Bookseller: Salsus Books]
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        Fastos magistratum et triumphorum Romanorum ab urbe condita ad Augusti obitum ex antiquis tam numismatum quam marmorum monumentum restitutos.

      Brugis Flandrorum, 1566. - Petit in-folio. 12ff. 288pp. 22ff. Plein vélin ivoire du temps. Edition Originale. Important ouvrage de numismatique provenant des presses particulières du célèbre peintre et numismate Hubert Goltzius (1526-1583). Nommé historiographe et peintre de la maison d'Espagne par Philippe II, Goltzius eut l'occasion de visiter un grand nombre de collections et de cabinets d'antiquité à travers l'Europe. Il en rapporta des dessins qui lui servirent à composer des ouvrages dont il gravait lui-même les planches, et qui firent de lui l'un des plus importants numismates de son époque. Cet ouvrage est le premier imprimé par l'auteur dans son domicile à Bruges, où il produisit quelques ouvrages de 1566 à 1576. Il est illustré d'un magnifique titre gravé et de 234 planches, dont 162 gravées sur cuivre représentant des monnaies, et 72 gravées sur bois représentant des inscriptions. Marges du titre gravé un peu courtes, rognant très légèrement la partie imprimée. Bon exemplaire dans son vélin rigide d'origine. H. de la Fontaine Verwey, "The First Private Press in the Low Countries," in Quærendo 2 (1972), pp. 294-310. Brunet, Recherches sur les Imprimeries Imaginaires, Clandestines et Particulières, p.19. [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Librería Comellas]
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        Abrahami Schulteti Psalmpostill: Darinne Vff einen jeden Sontag im jar, einer oder mehr psalmen, welche sich vff die Sontägliche Evangelien reimen, erklärt Auch Daneben noch andere schöne texte, historien vnd bilder altes testaments hin vnd wider mit eingemenget werden / Ander Theil.

      8, gestochenes Titelblatt, 3 Bl., 1154 S., 1 bl., Schweinslederband der Zeit, blindgeprägt, ohne Schliessen., Deckel fleckig. Auf Vorsatz Marginalien von alter Hand, erste 10 Bl. mit leichten Randläsuren am Steg, Buchblock teilweise wasserrändig - trotzdem gutes Exemplar. Zum Druck verfertiget, Durch Nicolaum Eccium Lemberg. Gedruckt zu Heydelberg..., In verlegung Jonas Rosen von Franckfurt.- Scultetus, Abraham (1566-1624) entstammte einer schlesischen lutherischen Familie. Diese stellte in Schlesien mehrere Schultheißen (Scultetus ist die latinisierte Form) und Mitglieder von Stadträten. Seine Schulausbildung erhielt er in Grünberg, Breslau, Freistadt und Görlitz.Scultetus studierte ab 1588 Theologie in Wittenberg und ab 1590 in Heidelberg und trat 1595 in die Dienste des Kurfürsten der Pfalz. Er war seit 1600 Mitglied des Kirchenrats der Kurpfalz und wurde 1615 der Hofprediger Friedrich des V. (* 1596, reg. 1610- + 1632). Im Jahre 1618 wurde er Professor für Altes Testament in Heidelberg. Durch seine Positionen gewann er großen Einfluss in religiösen und teilweise auch in politischen Fragen am Hofe Friedrichs. Er wirkte zeitgleich am Heidelberger Hof mit dem ebenfalls aus Grünberg/Schlesien stammenden Theologen Bartholomäus Pitiscus.Neben Visitationen in der Oberen und Unteren Pfalz begleitete Scultetus den Kurfürsten auf seiner Hochzeitsreise 1613 nach London und vertrat die Kurpfalz 1618-19 auf der Synode von Dordrecht. Als Friedrich 1619 die Wahl zum böhmischen König annahm, ging Scultetus mit ihm nach Prag. Er wurde seitens der kaiserlichen Partei als einer der Hauptverantwortlichen angesehen dafür, dass Friedrich die Wahl angenommen hatte. Dabei wurde aber Scultetus' Einfluss, der kaum über religiöse Fragen hinausgereicht haben dürfte, wohl als stark übertrieben angenommen.Hauptverantwortlich allerdings war Scultetus für den Bildersturm im Prager St. Veitsdom zu Weihnachten des Jahres 1619. Ein besonderes Ärgernis waren für den calvinistischen Prediger die Reliquien und Bilder in den Kirchen Böhmens gewesen, die fast unverändert in den ehemals katholischen Kirchen erhalten geblieben waren. Deshalb ließ Scultetus, mit Willen und Wissen des Königs, ab dem 21. Dezember, nur kurz unterbrochen durch das Weihnachtsfest, im St. Veitsdom in Prag die religiösen Kunstschätze wegbringen bzw. vernichten. Am 27. und 28. Dezember 1619 wurde der berühmte Marienaltar von Lucas Cranach auf Scultetus' Veranlassung hin zerstört.1621 floh Scultetus mit Friedrich aus Böhmen und kehrte 1622 noch einmal kurz nach Heidelberg zurück. Von 1622 bis zu seinem Tode 1624 übernahm er eine Stelle als Prediger im reformierten Emden. [Kurz ein Mann des protestantischen IS.]

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        Prediche del Reverendo Don Gabriele Fiamma Canonico regolare lateranense. Fatte in vari tempi, in vari luoghi, e intorno a vari soggetti. Nelle quali si contengono molti ricordi utili et necessari per far profitto nella vita spirituale et per fuggire gli erori di questi tempi.

      Appresso Francesco Senese, Vinegia. 1566 - In 8, pp. (16) + 335. Cart.settecentesca. Edizione originale di questa raccolta di prediche opera di questo canonico veneziano poi vescovo di Chioggia, considerato uno dei migliori oratori sacri dei suoi tempi. Esistono anche altre edizioni successive. Dice il Gamba, 1392 relativamente alle Rime: Fu il Fiamma oratore sacro e scrisse santamente e da predicatore anche in versi. Graesse, II, 575; Fontanin, p. 529 - 30 (tutti per l'edizione 1570). Raro ITA

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        Vocum quae apud Hippocratem sunt collectio Cum annotationibus Bartholomaei Eustachii eiusdemque Eustachii libellus de multitudine Venice apud Lucam Antonium Iuntam

      

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        Rodi Citta

      1566. Venezia Venice

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        Lettera con firma autografa. Datata Aosta 12 luglio 1566

      1566. 2 ff. in folio, testo firma e controfirma alla prima facciata; all'ultima indirizzo del destinatario, nota tergale e bel sigillo in cera sotto carta alle armi del Duca. Lettera in francese di credenziali a favore del ''president Montfort'' indirizzata al Senato di Savoia. Figlio del duca Carlo III e di Beatrice di Portogallo. Fu generale delle armate imperiali di Carlo V poi al comando dell'esercito spagnolo di Filippo II. Succeduto al padre nel 1533 ricostituì lo Stato Sabaudo.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Frumentorum, leguminum, palustrium et aquatilium herbarum, ac eorum, quae eo pertinent, historia.. additae sunt imagines vivae,,, Antuerpiae, ex officina Christophori Plantini, MDLXVI, (Anversa 1566)

      Plantin, Christophe, 1566. in-8, pp. 271, (9), leg. coeva piena perg. rigida, titolo ms. al dorso. Carattere corsivo, greco e rom.; riccamente illustrato da 84 silografie di piante, per la maggior parte a piena pagina, realizzate da Gerard Janssen van Kampen, Cornelis Muller e Arnold Nicolai su disegni di Pieter van der Bocht; marca al tit. (compasso retto da una mano che esce dalle nuvole con motto ''Labore et constantia''), iniziali istoriate. Precede il testo la dedica a ''D. Viglio Zuichemo, S. Bavonis Gandavensis praeposito'' datata 1565 e la prefazione dell'autore al lettore. Prima edizione di questo interessante trattato sui cereali e su varie specie di piante palustri ed acquatiche realizzato da Dodoens, medico e botanico olandese (1517-1585) che compì numerosi viaggi in Francia, Inghilterra ed Italia; divenne medico dell'imperatore Massimiliano II (1574) ed in seguito professore a Leida. Raro, censito in sole 5 biblioteche italiane. Buon esemplare (lievi ingialliture, alone d'umido al margine esterno degli ultimi dieci ff.). Ex-libris di Maurice Villaret.

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        Annotationi brevissime sovra le rime di m. F.P. le quali contengono molte cose a proposito di ragion civile, sendo stata la di lui prima professione, a beneficio de li studiosi, hora date in luce, con la traduttione della canzona. Chiare fresche et dolc'aque. Italia mia. Vergine bella. Et del sonetto. Quando veggio dal ciel scender l'aurora. In Latino

      Lorenzo Pasquato, 1566. 4to. (4), 171, (1 blank) leaves. With the printer's device on the title-page and woodcut portraits of Petrarca and Laura on the verso. Contemporary limp vellum with manuscript title on the spine (ties gone, lower portion of the spine repaired, some light browning, but a fine, genuine copy.RARE FIRST EDITION this important commentary on Petrarch's Canzoniere, already attributed to Mantova Benavides by Nicola Francesco Haym (Biblioteca italiana ossia notizie de' libri rari italiani, Milan, 1771, p. 441, no. 12, see also G. Melzi, Dizionario di opere anonime e pseudonime di scrittori italiani, I, p. 60.).&ldquo,The appearance of his Annotationi brevissime on Petrarch's Rime&hellip, suggests a spurt of activity in leisure time pursuits following his semi-retirement in 1564. Yet even though he is no longer teaching full-time, Mantova connects with Petrarch collegially, a somewhat ironic relationship given the latter's avowed hatred of the subject his father had forced him to study in a misspent youth at the universities of Bologna and Montpellier&hellip, A pedagogical intent organizes Mantova's annotations into two books. First comes the commentary, attached to select lines and poems. The second part is a mini-dictionary of rhetoric&hellip, Examples drawn from the poet's verse illustrate classical figures of speech, Latin terms alphabetically ordered&hellip, this volume reveals how readers took possession of the great sonneteer, dissecting his lyric corpus to serve their own purposes. Mantova customizes Petrarch, alighting on passages with legal implications and providing a gloss. To this specialized apparatus he appends a refresher course on rhetoric, mastery of which was essential to any skilled forensic author. The content of those pithy sayings that the professor abstracts from the poet's story could well stand as a personal credo, illustrating stylistically his endless fondness for apophthegmatic diction&rdquo, (V. Kirk-ham, Literary Pastimes of a Paduan Jurist, in: &ldquo, &lsquo,Accessus ad Auctores'. Studies in Honor of Christopher Kleinhenz&rdquo,, A.Alfie A.Dini, eds., Tempe, AZ, 2011, pp. 479-480&ldquo,Nelle Annotazioni brevissime, pubblicate nel 1566 in lingua mescidata di volgare e latino trapassanti sen-za ragione né regola dall'uno all'altro, il canzoniere petrarchesco è riconsiderato in una nuova veste: non più collezione di rime amorosette e lascive, né giardino di fiori spirituali, ma repertorio &lsquo,pieno et abondevole di luoghi latini, della Scrittura Sacra, di Dialettica, d'Astrologia, di Philosophia, di Gram-matica, di figure, d'argomenti..' Il Mantova, in questo modo, crede di rispondere bastantemente all'invito del Bembo per una lettura delle rime organica e orientata da un vigile senso storico-linguistico, portando a conseguenze paradossali un'interpretazione del canzoniere quale degno Poema di Autore più tosto latino che Toscano: ipotesi non nuova del tutto ma nel commento del Mantova sostanziata di alcuni originali e curiosi presupposti. Nel parlare delle Rime come di un poema, o romanzo, i commentatori cinquecenteschi evidenziavano soprattutto la vera o presunta consistenza narrativa della vicenda d'amore e di pentimento che vi è allusa. Il Mantova, invece, non fa alcun cenno di questa pos-sibilità: il canzoniere è poema in primo luogo in quanto opera ornata e di elevato stile, cioè per mera qualificazione retorica&hellip,, in secondo luogo perché vi si esprime una costante che sarebbe, a quanto pare, una più o meno celata sapienza giuridica&hellip, Che quella ragion civile [cui si allude già nel titolo] sia una guida occasionalmente appropriata alla spiegazione delle Rime è, in sé, una pretesa non priva di interesse nella sua strampalatezza, stante la tesi che gli interrotti studi legali del Petrarca abbiano las-ciato una traccia nella sua opera poetica&rdquo, (M. Pastore Stocchi, Marco Mantova Benavides e i Trecentisti maggiori, in: &ldquo,Marco Mantova Benavides: il suo museo e la cultura padovana del Cinquecento. Atti della giornata di studio, 12 novembre 1983, nel 4. centenario della morte (1582-1982)&rdquo,, I. Favaretto, ed., Padua, 1984, pp. 262-263, see also M. Guglielminetti, Petrarca 1566. Le &lsquo,Annotazioni' di Marco Mantova Benavides, in: &ldquo,Revue des études Italiennes&rdquo,, 29, 1983, pp. 170-179).Marco Mantova Benavides was the scion of a Spanish family emigrated to Mantua, who later settled in Padua. He studied law and obtained the chair of jurisprudence at Padua University in 1515, a position he occupied for almost seventy years. Among his illustrious students were Giovanni Angelo de' Medici (later Pope Pius IV), Cardinal Antonio Carafa, Cardinal Cristoforo Madruzzo, Pier Paolo Vergerio and many others. He was among the founding members of two important academies: Acca-demia degli Infiammati and Accademia degli Elevati. In 1545 he was knighted by Emperor Charles V, who also made him count Palatine. His stature in the Paduan cultural scene and beyond derived not only from his academic and humanistic pursuits, but also from his activities as a collector and patron of the arts as well. When the &lsquo,Hall of the Giants' (Sala dei Giganti) in the Carrara Palace (now part of the University of Padua) was undergoing its campaign, Benavides built himself a new house near the church of Eremitani and Pietro Bembo's house. When it came time to decorate this palazzo around 1541, Benavides called upon the same team that had worked in the Sala dei Giganti, Domenico Cam-pagnola, Gualtieri and Stefano dell'Arzere, and Lambert Sustris as well. The main body of the house was given over to Benavides' museum and huge library. Nor was the interior of his house Benavides' only concern: by 1544 was set up the colossal Hercules, he had commissioned from Bartolomeo degli Ammannati, which was far larger than any previous Renaissance statue (cf. I. Favaretto, ed., Marco Mantova Benavides: il suo museo e la cultura padovana del Cinquecento, Atti della giornata di studio, 12 novembre 1983, nel 4. centenario della morte,1582-198, Padua, 1984, passim).Among his immense literary production, mainly in the field of law, emerge, however, a vast epistolary and also some noteworthy literary works of which the present one is of the few published in the vernacular (cf. G. Vedova, Biografia degli scrittori padovani, Padua, 1836, I, pp. 564-579).Edit16, CNCE 32984, USTC, no. 840248, M. Bianco, M. Mantova Benavides, Annotationi brevissime sovra le rime di M. F. Petrarca, Padova, Pasquale, 1566, in: &ldquo,Petrarca e il suo tempo. Catalogo della Mostra di Padova (8 maggio-31 luglio 2004)&rdquo,, G. Mantovani, ed., Genève-Milan, 2006, pp. 534-535, no. IX/23, K. Ley, Ch. Mundt-Espin Ch. Krauss, Die Drucke von Petrarcas &lsquo,Rime', 1470-2000, Hildesheim, 2002, pp. 259-260, no. 268, B. Saraceni Fantini, Prime indagini sulla stampa padovana del Cinquecento, in: &ldquo,Miscellanea di scritti di bibliografia ed erudizione in memoria di Luigi Ferrari&rdquo,, Florence, 1952, p. 447, no. 210, L. Suttina, Bibliografia delle opere a stampa intorno a Francesco Petrarca, 1485-1904, Trieste, 1908, no. 205.

      [Bookseller: Libreria Govi Alberto]
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        Het leven vanden heylighen Franciscus Xaverius die den eersten vande Societeyt Jesu het H. Evangelie in Indien ende Japonien heeft ghepredickt. Antwerp, Cornelis Woons, 1646. 8vo. Contemporary vellum.

      - De Backer & Sommervogel VIII, col. 141 (no. 7); Hesselink, "333 years of Dutch publication on Japan: 1566-1899", in: Arisaka (ed.): Nihou yogakushi no kenkyo (studies in de geschiedenis van de westerse wetenschappen in Japan vol 9 (Osaka, Sogensha, 1989); III-B,10; not in Alt-Japan-Katalog; Cordier, Japonica. Rare first edition of the Dutch translation by the Jesuit Father Franciscus de Smidt from Antwerp of Torsellini's classic biography of Francis Xavier (1506-1552), originally published in 1594, enlarged and corrected by the author in 1596, and published in numerous Latin editions plus translations into Spanish, Italian, French, German, English and Dutch.Torsellini brought together an enormous number of anecdotes about Xavier that had never been published before, and gives considerable detail about his travels in India, the East Indies, China and Japan from 1541 to his death in 1552, and his founding of the Society of Jesus with Loyola and the Jesuit mission in Japan. Torsellini (1544-1599), who also edited Xavier's letters, uncritically accepts the stories that had been passed on by word of mouth for the forty-two years since Xavier's death, greatly expanding the number and nature of his miracles, showing him expelling devils, stilling tempests, raising four people from the dead, etc., but he was probably the last biographer to troll new sources of information until modern times.Good copy.

      [Bookseller: ASHER Rare Books]
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        Joannis Mesuae damasceni, de re medica, libri tres, Jacobo Sylvio interprete

      The first edition of these three treaties Mesue commented by Sylvius appeared in Paris in 1542 into a Christian Weschel Vol. in Folio. Edition went through several editions in 1544 and 1548. Brunet III, 1675. Vellum Full time flexible flap with traces of laces. Lack some of the top flap. Abu Zakariya Yahya Ibn Masuyah said Jean Mesue, Christian physician born in Khuz near Nineveh in 776 and died in Baghdad in 855, where he practiced and practiced medicine, and was the personal physician of the Caliph Harun al-Rashid. Besides the prominent role he played in Arabic medicine, reflecting number of Greek texts, his book of aphorisms (medical axioms) had considerable success in the West, some of which are still in use today. He also wrote the first treatise on diet based on boards properties of Gallien, analyzing the effects of boards on the body 140. Furthermore Arab medicine began to influence in a significant way in Europe in the fifteenth century, as the Arab had commented and translated many Greek texts, including some great academies such as Montpellier and Paris, it is here that we find our commentator, a great physician of his time, Jacobus Sylvius or Jacques Dubois (1478-1554), who officiated in Paris and Montpellier, driven from Paris because he was not MD and wore too much shading his fame (they came from all over Europe to consult). Arabs are especially fathers pharmacopoeia and it is precisely the interest of this edition, meeting of two great doctors on issues Remedies centuries apart. Sylvius rénuni in this work the three greatest works of Mesue the question: Cyril medicamenta purgentia and De singularis medicamentis purgantibus. As for the book III, it is the Antidotarium the great work Mesue. --- Please note that the translation in english is done automatically, we apologize if the formulas are inaccurate. Contact us for any information! apud Guliel. Rovillium Lugduni (Lyon) 1566 in-8 (16,7x11,5cm) (14) 364 pp. relié

      [Bookseller: Librairie Le Feu Follet]
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        Vita Christi ex evangeliis et scriptoribus orthodoxis excerpta Venice Giovanni de Cavalli

      

      [Bookseller: Maggs Bros. Ltd. ]
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        Conicorum libri quattuor. Una cum Pappi Alexandrini lemmatibus, et commentariis Eutocii Ascalonitae. Sereni Antinsensis philosophi libri duo nunc primum in lucem editi. Two parts in one volume....

      Bologna: Alessandro Benacci, 1566. 2nd Edition. Hardcover. Folio - over 12 - 15" tall. Folio (310 x 210 mm). [4], 114; [2], 36 leaves, several mis-paginations. Signatures: +4, A-Z4 a-e4 f2; X2, a-i4, G1 missigned F1. Numerous woodcut diagrams in the text, decorative initials. Contemporary vellum, ink-lettered spine with calf raised bands (restored, boards and extremities rubbed, new front endpapers), blue-dyed edges, housed in a modern morocco-backed cloth clamshell box. Title somewhat soiled, light dampstains to margins of next 5 leaves, otherwise crisp and clean. Provenance: two old ink stamps to lower title. A very attractive, wide-margined and well preserved copy in original binding. ----Horblit 4; Dibner 101; Norman 57; Adams A1310; Honeyman; Riccardi i 361; DSB I, p.193. - Important early edition, translated by Federico Commandino, of the classic works on conic sections. It was preceded by an inferior Latin translation by Giovanni Battista Memo, published at Venice in 1537. The first four books are all that survive in the original Greek; books 5-7 were discovered in an Arabic manuscript in the early seventeenth century and first printed in 1661. The present edition also contains the first complete Latin translation of the works of the fourth-century mathematician Serenus. "The most influential early edition of this classic work on conic sections, one of the great scientific books of antiquity, in which Apollonius introduced the terms parabola, hyperbola and ellipse" (Honeyman). Near Fine....

      [Bookseller: Milestones of Science Books]
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        Histoire de Berry, contenant l'origine, antiquité, gestes, prouesses, privileges & libertés des Berruyers. Avec particuliere description dudit pays.

      Lyon, Antoine Gryphe, 1566. ____ Première édition. Titre dans un très bel encadrement gravé, une carte sur double-page, une grande vue de Bourge qui se déplie, 79 armes gravées des échevins de Bourge et une page de pièces de monnaie gravées. La vue de Bourge est une superbe gravure attribuée à Jean Arnoullet. Elle est large de 73 cm. Sur la carte du Berry, les noms des moindres localités sont gravés, en italiques, en caractères microscopiques. « C'est un tour de force de la gravure sur bois. » (Brun) EXEMPLAIRE DE NICOLAS-JOSEPH FOUCAULT (1643-1721) avec son ex-libris gravé. Intendant de Montauban, de Pau, du Poitou, puis de Caen, conseiller d'Etat, il possédait une vaste et belle bibliothèque dispersée après sa mort. Cachet sec de collection sur le titre. Des restaurations au dos de la reliure. Bel exemplaire. Mortimer, Harvard catalogue 137. Baudrier 8, 346. Brun, livre illustré de la Renaissance 154. *****. In-folio. [210 x 335 mm] Collation : (8), 365, 1 f. bl., (24) pp., une carte et une vue hors-texte. Veau, dos à nerfs orné, encadrements sur les plats. (Reliure du XVIIe.).

      [Bookseller: Hugues de Latude]
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        Les commentaires sur les six livres de Simples de Pedacius Dioscoride Anazarbeen. Traduit de Latin en Francais . . Seconde impression, revue & augmentee de nouveau.

      Lyon: Widow of Gabriel Cotier, 1566. 2nd Edition. Hardcover. Folio - over 12 - 15" tall. Folio (337 x 220 mm). [62] (of [64]), 538, [24] (of [26]) pp. Signatures: ?6 (-?1) *-***6 ****8 a-z6 A-Aa6 (-Aa6), lacking the title-leaf and final blank Aa6, but with blank Y6. With woodcut illustrations in text throughout, all with contemporary hand-coloration. 18th century half calf, spine with 6 raised bands and one (of two) morocco label lettered in gilt (heavy wear to extremities, spine rubbed and partly cracked at upper joint, corners bumped, little worming to leather, upper spine repaired with cellotape). Text lightly browned throughout, all pages ruled in ink, frequent small ink smudges, closed tears (partly with old paper repairs) to few leaves, first leaf of preliminaries and final 5 leaves of index with old paper backing in blank areas (affecting just a few letters of text). Provenance: Ink inscription on Y6v in French dated 1745; Monsieur Brassot, maitre chirugien (ink inscription dated Oct. 5, 1763 on Z6v). Despite the missing title-page still a very good copy of a rare edition. ----Nissen BBI 1312; NLM/Durling 3016; Baudrier IV, 77; French Vern. Books 37146; Pritzel 5991 (1572 ed.); not in BM STC and Adams. A reprint of the French translation by Antoine du Pinet first published in 1561. The more than 650 woodcuts mainly of plants and animals are reproductions reduced in size after the Venice edition of 1565. Although Mattioli wrote on a range of subjects, and published translations of non-medical works, he is most celebrated for his work on botany and medicine, and of these works his best known are his translations of, and commentaries on, Dioscorides' De medica material. Mattioli's first Italian translation from the Greek was published in Venice in 1544, and its "original purpose was relatively modest: it was to provide doctors and apothecaries with a practical treatise in Italian with a commentary that would enable them to identify the medicinal plants mentioned by Dioscorides" (DSB IX, p.179). Further, expanded editions followed in 1548, 1550 and 1552, and the success of these editions, led Mattioli to translate the work into Latin in 1554. This translation was "enriched by synonyms in various languages, provided with a special commentary, and accompanied by numerous illustrations valuable for the identification of Dioscorides simples [which] rendered the work accessible to scholars throughout Europe." (DSB IX, p.179). From that time, many editions followed in other vernacular languages with the first French translation in 1561. Good.

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        Prediche del Reverendo Don Gabriele Fiamma Canonico regolare lateranense. Fatte in vari tempi, in vari luoghi, e intorno a vari soggetti. Nelle quali si contengono molti ricordi utili et necessari per far profitto nella vita spirituale et per fuggire gli erori di questi tempi.

      Appresso Francesco Senese, 1566. In 8, pp. (16) + 335. Cart.settecentesca. Edizione originale di questa raccolta di prediche opera di questo canonico veneziano poi vescovo di Chioggia, considerato uno dei migliori oratori sacri dei suoi tempi. Esistono anche altre edizioni successive. Dice il Gamba, 1392 relativamente alle Rime: Fu il Fiamma oratore sacro e scrisse santamente e da predicatore anche in versi... Graesse, II, 575; Fontanin, p. 529 - 30 (tutti per l'edizione 1570). Raro ITA

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        O exorbitancyach, kazania dwoie-przeciwko niewiernym, heretykom, odszczepiencom, y nowym politykom, wierze s. Katholickiey Rzymskiey, y duchowienstwu nieprzyiaciolom.Krakow, Andrzeia Piotrkowszyka, 1632. 4to. 19th-century half vellum.

      - Cf. Hoskins, Early and rare Polonica in Am. Libr., 87; not in BMC. Original and only edition of two sermons against unbelievers and heretics, in defence of the holy Roman-Catholic church by Fabian Birkowsky (Léopol 1566 - Krakow 1636), a famous Dominican priest, philosopher and professor of Theology in Krakow who had a very extensive influence on religious and spiritual life in Poland. Collections of his important sermons have been printed in successively 1620, 1624, 1628 and - the present collection of sermons - in 1632. Some occasional soiling and a few annotations. Good copy of this very rare Polish book.

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        ILLUSTRIUM IURECONSULTORUM IMAGINES QUAE INVENIRI POTUERUNT AD VIVAM EFFIGIEM EXPRESSAE. Ex musaeo Marci Mantuae Benauidij Patauini iureconsulti clarissimi.

      1566. Adams, B 619 ; Cicognara 2048; E. Dwyer, Marco Mantova Benavides e i ritratti di giureconsulti illustri, in: Bollettino d'arte, 64(1990), pp. 59-70; T. Casini, Ritratti Parlanti. Collezionismo e biografie illustrate nei secoli XVI e XVII, pp. 62-65.

      [Bookseller: Libreria Antiquarius]
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        Giavarino

      1566. "arta topografica raffigurante l'assedio di Györ. Firmata da Domenico Zenoi, è parte della celebre raccolta di cartografia urbana che questi pubblica, insieme a Paolo Forlani, nel 1567 con il titolo "Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"". L'opera è di incredibile rarità e non ebbe una grande fortuna editoriale. Forse perché le lastre furono acquisite dall'editore Bolognino Zaltieri, che le utilizza per la raccolta di cartografia urbana realizzata da Giulio Ballino, denominata ""De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", edita sempre a Venezia solo due anni dopo, nel 1569. Giulio Ballino era un avvocato veneziano che frequentava la casa dei Manunzio già verso il 1530, dedicandosi in gioventù allo studio dei classici. Il libro "De' disegni delle più illustri città, et fortezze del mondo", stampato da Bolognino Zaltieri, è costituito da cinquanta vedute ed una carta geografica. L'opera rappresenta il primo tentativo, nell'ambito dell'editoria italiana, della realizzazione di un testo/atlante delle principali fortezze e città del mondo. A differenza dei suoi predecessori, dei quali utilizza spesso i rami e le iconografie, egli concepisce un'opera unitaria corredata di testi e di indice, della quale, per la prima volta, si è ha conoscenza dell'esatto numero di tavole che la compongono. Sicuramente ispirata all'opera del Du Pinet Plantz, ""Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.."", la raccolta del Ballino è molto probabilmente solo una parte del progetto iniziale, molto più ampio. Egli probabilmente intendeva pubblicare un'edizione in latino, sperando di lanciare la sua opera a livello europeo, ma si arrese davanti alla pubblicazione del primo libro del ""Civitates Orbis Terrarum"" di Georg Braun & Fransz Hogenberg, che in qualche modo bruciò parecchie delle iniziative editoriali sull'iconografia urbana. Le carte della raccolta sono datate tra il 1566 ed il 1568; secondo un recente studio di Albert Ganado (1993), trentadue di queste risultano essere ristampe dei rami di Paolo Forlani e di Domenico Zenoi, per la prima volta apparsi ne ""Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo del Forlani"" (1567); questo cospicuo gruppo di tavole è inserito nella raccolta con alcuni ritocchi nelle lastre, che vengono modificate. Altre furono per la prima volta pubblicate da Ferrando Bertelli nel Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, datato 1568. Il resto delle tavole sono di anonimi incisori di cui l'autore si servì per la sua opera, probabilmente anche per ritoccare le lastre di cui era già in possesso. Alcuni esemplari di questa rara opera recano il frontespizio allegorico inciso da Nicolò Nelli, famoso incisore e calcografo veneziano della seconda metà del '500; altri esemplari viceversa hanno un frontespizio non inciso. Entrambe le versioni sono edite dallo Zaltieri nel 1569. Difficile stabilire quale sia la prima stesura e quale quella successiva, la sola differenza è infatti notabile nel testo al verso delle carte, che può variare nella dimensione dei caratteri. Altra differenza che alcune carte sono numerate al verso, mentre le stesse, esaminate in altri esemplari, sono prive di questo numero di pagina. Per semplice deduzione logica possiamo affermare che gli esemplari privi del numero siano antecedenti, teoria tuttavia non del tutto surrogata dall'esame di più esemplari dell'opera. Acquaforte e bulino, con pieni margini, in perfetto stato di conservazione." "Map showing the siege of Györ, signed by Domenico Zenoi. The map was first published in the incredible rare Paolo Forlani's town book """Il primo libro delle citta, et fortezze principali del mondo"", published in 1567 with a partnership of Domenico Zenoi. The plates then comes in the hand of the publisher Bolognino Zaltieri and published in the De' disegni delle più illustri città e fortezze del mondo"", by Giulio Ballino, in 1569. Giulio Ballino was a Venetian lawyer, a friend of the Manuzio family, really fond of classical studies. His work is the first attempt, in Italy, to realize an atlas/text of the main fortresses and cities in the world. Unlike his predecessors, from whom he copied the iconography, Ballino wanted to realize a complex work, with text and an index, so that the reader could know immediately how many works were inside the book. Following Du Pinet's Plantz, Pourtraitz et descriptions de plusieurs ville set forteresses.. Ballino's work is, with all probability, just the first part of an ambitious, bigger project. May be he wanted to publish a Latin edition, hoping to give his book great fame along Europe, but he had to change his mind when Georg Braun & Fransz Hogenberg published their Civitates Orbis Terrarum, which was then the first book to describe urban iconography. Ballino's plates have been issued between 1566 and 1568; according to Albert Ganado (1993), 32 of these happen to be reprints of Forlani & Zenoi's branches, already published for the first time in Il primo libro delle città, et fortezze principali del mondo (1567); the plates of these engravings have been afterwards modified. Some of them have been published in Bertelli's Disegni di alcune più illustri città di fortezze del mondo con aggiunte di alcune isole principali, (1568). Some examples of this rare work bear an allegorical title page, engraved by the Venetian artist Nicolò Nelli, a popular engraver of the XVI century; other examples bear a blank title page. Both versions have been printed by Zaltieri in 1569. It is quite hard to say which is the first version and which the last one, for the only difference is on the text on verso, with bigger letters in one case. Another difference is that some of the maps in one version have numbers on verso. We might say that those examples without numbers have been printed first, but the analysis of the engravings doesn't support this theory. The engravings listed hereby come from a defective edition; for preciseness of information, we must add that the authorship of every work has been given to the artist that realized it, even if all of them come from Ballino's collection. Copperplate, full wide margins, in excellent condition. Rare." Venezia Venice Ganado (1982): n. 75; Szalai Béla (2001): p. 76, tav. 130, nn. 1566/2, 1567/2; & 1569/1; Tooley (1939): n. 462. 204 147

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        (Tunisi)

      1566. Primo stato (secondo Woodward), in realtà secondo stato con l'aggiunta dell'indirizzo di Zaltieri. Rara carta geografica raffigurante la città di Tunisi con l'antica Goletta e le coste settentrionali del Nord Africa, con le rovine di Cartagine. Esemplare nel seconodo stato di tre, (secondo gli studi che pubblicheremo in Bifolco-Ronca nel 2017) stampato a Venezia nel 1566. Stati & edizioni: 1°: avanti l'indirizzo di Zaltieri e la data. 2°: come descritto, Bolognini Zalterij Anno .M.D.LXVI. 3°: aggiunto nel cartiglio l'indirizzo Io. Orlandi formis romae 1602. La carta è priva del titolo, ma reca una estesa legenda, con la data e la firma dell'autore: "Benigni Lettori, per rappresentarui piu particulari della Città di / Tunesi, holla tenuta alquanto piu larga di quello che importa la / pianta di essa Città secondo la mesura, ò scala delli miglia, laquale / solamente ui seruirà à sapere le distantie da un luogho all'altro: / Piu altra i monti che sono alla sinestra dello stagno per la loro asprez= / za no[n] si possono cultiuare, le Colline alla destra sono tutti fruttifere, / lo stagno non è nauigabile se no[n] per lo canale. La Torre appresso la Go= / letta è per la difesa de' pozzi da quali si ha l'acqua per uso della Città: / Le Mura che abbracciano i borghi sono di altezza di tre braccia, / et debolossime, et solo fatte per reparar all'improuiso assalto de gli / Arabi; Bardo, Mescia, et Restabia sono serragli del Re: jl Borgo / Rabat è habitato da Soldati Christiani: jl Borgo Nifet da gli Arabi: / jl Mercator del bestiame si fa nella piazza appresso la Meschita: / La Piazza de' Christiani è alli Magazeni: il porto appresso le ruine / di Cartagine è quasi ripieno, et no si usa piu: / Venetijs ex æneis formis Bolognini Zalterij / Anno . M . D . LXVI". Orientata con il Sud in alto, la mappa raffigura degli accampamenti militari e battaglie navali , scene che sono però solo immaginarie; all'epoca, infatti, non c'erano conflitti intorno a Tunisi. Probabilmente queste scene sono derivate dal modello utilizzato per la realizzazione della pianta. Woodward attribuisce l'incisione della lastra a Paolo Forlani. Questo lavoro di Zaltieri è una copia abbastanza fedele di un'incisione romana di Agostino de' Musi, detto Agostino Veneziano, pubblicata per illustrare la conquista di Tunisi da parte della flotta cristiana, sotto il comando di Carlo V, nel 1535. Nel realizzarne la copia, Forlani commette un errore: omette la scala delle miglia che però poi cita nella dedica ai lettori. Incisione su rame, consueta piega centrale con tracce di colla, nel complesso in ottimo stato di conservazione. Bibliografia: Borroni Salvadori (1980): n. 314; Destombes (1970): nn. 143-143a; De Vries (1981): n. 64; Dzikowski (1940): n. 73; Ganado (1982): n. 91; Ganado (1994): p. 215, n. 87; Meurer (2002): n. 178; Ruge (1904-16): II, n. 67.70 & IV, n. 86.95; Shirley (2004): II, n. 62; Tavernari (2014): n. 108; Wieder (1915): p. 20, n. 156; Brummet (2015): p. 177, fig. 4.26; Tooley (1939): n. 558 & 559; Woodward (1990): n. 63 & 64.01-64.02. Censimento: 1°: Basilea, Universitatbibliothek; Chicago, Newberry Library; Leida, Universiteitsbibliotheek. 2°: Budapest, National Széchényi Library; Chicago, Newberry Library; Firenze, Biblioteca Nazionale; Firenze, Marucelliana; Greenwich, National Maritime Museum; Londra, British Library; Madrid, Real Biblioteca; Modena, Biblioteca Estense; Monaco di Baviera, Bayerische StaatsBibliothek; New York, Public Library; Parigi, Bibliothèque Nationale (4); Roma, Alessandrina (2); Roma, Biblioteca Nazionale (2); Roma, Casanatense; Roma, Istituto Centrale per la Grafica; Rostock, Universitatsbibliothek; Stanford, University Library; Stoccarda, Württembergische Landesbibliothek; Torino, Archivio di Stato; Vilnius, University Library; Yale, University Library. 3°: Copenaghen, Universitetsbibliotekets; Malta, National Library; Parigi, Bibliothèque Nationale. "First state (according with Woodward) but are also known 3 examples of the map without the address of Bolognino Zaltieri and the date, preserved in the maps colection of Basilea, Universitatbibliothek; Chicago, Newberry Library and Leyden, Universiteitsbibliotheek. Rare map showing the city of Tunis with the old Goletta and the northern coasts of North Africa, with the ruins of Carthage. Upper left corner in a scrollwork cartouche: "Benigni Lettori, per rappresentarui piu particulari della Città di / Tunesi, holla tenuta alquanto piu larga di quello che importa la / pianta di essa Città secondo la mesura, ò scala delli miglia, laquale / solamente ui seruirà à sapere le distantie da un luogho all'altro: / Piu altra i monti che sono alla sinestra dello stagno per la loro asprez= / za no[n] si possono cultiuare, le Colline alla destra sono tutti fruttifere, / lo stagno non è nauigabile se no[n] per lo canale. La Torre appresso la Go= / letta è per la difesa de' pozzi da quali si ha l'acqua per uso della Città: / Le Mura che abbracciano i borghi sono di altezza di tre braccia, / et debolossime, et solo fatte per reparar all'improuiso assalto de gli / Arabi; Bardo, Mescia, et Restabia sono serragli del Re: jl Borgo / Rabat è habitato da Soldati Christiani: jl Borgo Nifet da gli Arabi: / jl Mercator del bestiame si fa nella piazza appresso la Meschita: / La Piazza de' Christiani è alli Magazeni: il porto appresso le ruine / di Cartagine è quasi ripieno, et no si usa piu: / Venetijs ex æneis formis Bolognini Zalterij / Anno . M . D . LXVI". Orientated south. No scale given. Meurer: Together with Algiers (Meurer 164), Tunis was the most importnat naval base of Ottoman Empire in the western Mediterranean...The depiction of military camps and battle ships is a fiction; there were noteworthy fights around Tunis at that time. Those features rely on the model. This 1566 Zaltieri map (ascribed by Woodward to Paolo Forlani) is a rather close copy af an engraving by the Rome artist Agostino Musi (Agostino Venetiano), published to illustrate the conquest of Tunis by a Christian fleet under the personal command of Emperor Charles V in 1535 (Tooley, Italian atlases, n. 556), In copying Lusi's original, Forlani made an accidental mistake. He has omitted a large scale bar with dividers, which is mentioned in the directly adopted text"". Engraving, usual central fold with traces of glue, otherwise in good condition. Literature: Borroni Salvadori (1980): n. 314; Destombes (1970): nn. 143-143a; De Vries (1981): n. 64; Dzikowski (1940): n. 73; Ganado (1982): n. 91; Ganado (1994): p. 215, n. 87; Meurer (2002): n. 178; Ruge (1904-16): II, n. 67.70 & IV, n. 86.95; Shirley (2004): II, n. 62; Tavernari (2014): n. 108; Wieder (1915): p. 20, n. 156; Brummet (2015): p. 177, fig. 4.26; Tooley (1939): n. 558 & 559; Woodward (1990): n. 63 & 64.01-64.02. Censimento: 1°: Basilea, Universitatbibliothek; Chicago, Newberry Library; Leida, Universiteitsbibliotheek. 2°: Budapest, National Széchényi Library; Chicago, Newberry Library; Firenze, Biblioteca Nazionale; Firenze, Marucelliana; Greenwich, National Maritime Museum; Londra, British Library; Madrid, Real Biblioteca; Modena, Biblioteca Estense; Monaco di Baviera, Bayerische StaatsBibliothek; New York, Public Library; Parigi, Bibliothèque Nationale (4); Roma, Alessandrina (2); Roma, Biblioteca Nazionale (2); Roma, Casanatense; Roma, Istituto Centrale per la Grafica; Rostock, Universitatsbibliothek; Stanford, University Library; Stoccarda, Württembergische Landesbibliothek; Torino, Archivio di Stato; Vilnius, University Library; Yale, University Library. 3°: Copenaghen, Universitetsbibliotekets; Malta, National Library; Parigi, Bibliothèque Nationale." Venezia Venice Meurer, 178; Tooley, 558; Woodward, Forlani, n. 63 388 275

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        Emblemata (Denuo ab ipso Autore Recognita ac quae Defiderabantur Imaginibus Locupletata)

      Published by Gulielmum Rovill, London 1566 - , 226 pages, engraved title page, each page with elaborate decorative border and detailed engraving with titles, lacks index to rear, appears to be rebound, inscription to upper pastedown "Bibl Joachim Sestili", Original Edition , nineteenth century rebind rubbed at spine ends and corners, title page restored but showing some loss , final page torn with some loss at edges, good + condition , quarter bound with marbled board and calf, decorative gilt rules to spine, cream endpapers octavo, 18 x 11 cms Hardback ISBN: [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Keoghs Books]
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        C. Suetonii Tranquilli XII Caesares eiusdem de inlustribus grammaticis & claris rhetoribus, Libri II. Io. Baptistae Egnatii Veneti, de Romanis principibus, Libri III. Eiusdem Annotationes in Suetonium. Annotata in eundem, & loca aliquot restituta per D. Erasmum Roter (Roterodamus).

      Lugduni (Lyon) apud Antonium Gryphium M.C.LXVI (1566). 682, (30 von 38) Seiten. Mit einer Titelvignette. Geprägter, brauner Ledereinband auf vier Bünden mit vergoldetem Rückentitel. (Die nicht nummerierten letzten 8 Seiten \"Annotata fehlen! Titelblatt mit alten handschriftlichen Eintragungen. Mehrere Blätter an den Rändern etwas ausgefranst, jedoch ohne Textverlust. Papier teils gering fleckig. Einige Textunterstreichungen). 12,5x7,5x3,3 cm* Gaius Suetonius Tranquillus (deutsch Sueton; * wohl um 70; † nach 122) war ein römischer Schriftsteller und Verwaltungsbeamter. Suetons bedeutendstes Werk sind die Kaiserviten (lateinisch De vita Caesarum libri VIII = Acht Bücher über das Leben der Kaiser), in denen er das Leben Caesars und der römischen Kaiser von Augustus bis Domitian schildert. Für die modernen Historiker liefert er mit seinen Schriften eine wertvolle Informationsquelle über das Leben römischer Gelehrter sowie der ersten römischen Kaiser. Versand D: 3,00 EUR ejusdem, egnatij, venetij, Erasmus, Cäsar, Rom, Römer, Antoine, Antonius, Sebastian, Frankreich, französische, alte Druck, 16. sechzehntes, Jahrhundert, Römische, Geschichte, Cäsar, Cäsaren, 12, Frühdrucke, Italien, Roman, history, Geschichet, Geschichtsschreiber, Literatur, literature, Gryphe, Sébastian, Rotterdam, Ersasmus, Latin, lateinische, latein Lateinisch

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        Frumentorum, leguminum, palustrium et aquatilium herbarum, ac eorum, quae eo pertinent, historia. additae sunt imagines vivae,,,

      Antuerpiae, ex officina Christophori Plantini, MDLXVI, (Anversa 1566), - in-8, pp. 271, (9), leg. coeva piena perg. rigida, titolo ms. al dorso. Carattere corsivo, greco e rom.; riccamente illustrato da 84 silografie di piante, per la maggior parte a piena pagina, realizzate da Gerard Janssen van Kampen, Cornelis Muller e Arnold Nicolai su disegni di Pieter van der Bocht; marca al tit. (compasso retto da una mano che esce dalle nuvole con motto ''Labore et constantia''), iniziali istoriate. Precede il testo la dedica a ''D. Viglio Zuichemo, S. Bavonis Gandavensis praeposito'' datata 1565 e la prefazione dell'autore al lettore. Prima edizione di questo interessante trattato sui cereali e su varie specie di piante palustri ed acquatiche realizzato da Dodoens, medico e botanico olandese (1517-1585) che compì numerosi viaggi in Francia, Inghilterra ed Italia; divenne medico dell'imperatore Massimiliano II (1574) ed in seguito professore a Leida. Raro, censito in sole 5 biblioteche italiane. Buon esemplare (lievi ingialliture, alone d'umido al margine esterno degli ultimi dieci ff.). Ex-libris di Maurice Villaret. Nissen 513. Graesse II, 416. Davies, 136. Pritzel 2346. [Attributes: Hard Cover]

      [Bookseller: Libreria Antiquaria Pregliasco]
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        De Philippi Melanchthonis ortu.Totius vitae curriculo et morte

      Voegelin 1566 - - Erste Ausgabe/Die erste und bis heute maßgeblichste Biographie Philipp Melanchthons/Wolf, Reformationsgeschichte, II. 289/Knaake II, 30/Schottenloher 15023 - Einband aus der Werkstatt von Hans Cantzler, Wittenberg (Haebler I,72). Einband mit datierter Prägung 1569 Gewicht in Gramm: 572 Voegelin, Leipzig, 1566. 10 Bl./423 S./10 Bl. mit in Holz gestochenen Verlagssignet auf Titel, blindgeprägter Pergament-Einband, verziert mit figürlichen Bordüren (Beweinung Christi), vordere Einbanddecke mit dem Brustporträt Melanchthons, rückwärtig Luther. Rücken mit 4 Schmuckbünden und 4 Schmuckecken aus Metall (einige historische Marginalien aus 1591 und wenige Anstreichungen/gering fleckig/unterer Titelrand ohne Textverlust beschnitten und hinterlegt) [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Celler Versandantiquariat]
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        ANTHOLOGIA DIAPHORON. Florilegium diversorum epigrammatum veterum, in septem libros divisum.

      Geneva: Excudebat Henricus Stephanus 1566 - FIRST ESTIENNE EDITION, occasional browning and spotting, worm track in lower margin towards the gutter, patched on some pages, pp. [iv], 288, 283-539, [35], sm. folio, 18th-century Italian vellum, sides with a mottled pattern in red and brown, edges stained to match, spine gilt lettered, good, a few epigrams with MS Latin translations in the margin (these a little trimmed), 17th-century ownership inscription of Abbot Giovan Battista Pacichelli on title. Henri Estienne was perhaps destined to edit the Greek Anthology, which ultimately derives from collections with which he shared the Latin form of his name: the 'stephanus', or 'wreath', of Meleager and of Philippus. These collections and other ancient bits and pieces, totalling over 3000 short poems, were gathered together in the tenth century by a schoolteacher named Cephalas, and then around the end of the thirteenth century the scholar Maximes Planudes further edited an abridgement of Cephalas's collection and added some additional poems; sometime after this all the versions except the Planudean were lost. Estienne, travelling in Italy, discovered several better manuscripts of the Planudean anthology than had been printed before (a number of editions had appeared since it was first printed in 1494), and this edition, easily the best to date, was the result. A single manuscript of the Cephalian text was then discovered shortly afterwards but it was not printed in full until the nineteenth century. The Greek Anthology, called by the OCD 'one of the great books of European literature,' is this version. (Schreiber 159; Renouard 126.4; Adams A1187; Schweiger I 30)

      [Bookseller: Blackwell's Rare Books ABA ILAB BA]
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        La Terza Parte Delle Historie Dell'Indie...

      In Venetia, Appresso Giordame Ziletti, al segno della Stella, M.D. LXVI [1566]. Hard Cover. 8vo; 6 unnumbered leaves, 2 blank leaves, 26 unnumbered leaves, 402 numbered leaves. (*8 {*7-*8 blank}, b-c8, d10, A-Z8, Aa-Zz8, Aaa-Ddd8, Eee2). Title continues: Nelloqvale Particolarmente si tratta dello scoprimento della Prouincia di Incatan detta Nuoua Spagna, & delle cose degne di memoria, fatte da Spagnuoli nella conquista della grande, & marauigliosa CittÃ?  di Messico, & delle altre Prouincie ad essa sottoposte. Nuovamente Tradotta di Lingua Spagnuola, da Lucio Mauro. Bound in contemporary vellum. First line of title-page (La Terza Parte) recently snipped off, as though an owner had been frustrated or confused by the implication of "La Terza Parte"; small hole in leaf 254 affects 3 words; worming in upper margin of leaves 329-360 affects two words of the inner margin on leaves 329-351; worming on leaves 362-364 affects first line of text on leaf 362. Armorial bookplate of Marius Marefuschus; small red library sticker of the American College in Rome. This work continues uniformly the author's Seconda Parte of 1565, itself a continuation of the Prima Parte of 1560 which is another text, by Pedro de Cieza de LeÃ?³n. LÃ?³pez de GÃ?³mara is the first record of CortÃ?©z's expeditions to the Pacific coast, the Ulloa voyages along the coast of upper California, the preliminary journey to Cibola of Fray Marcos de Niza, and the expedition to the fabled Seven Cities by Francisco VÃ?¡zquez de Coronado. The second book, and a basic source, for the Southwest of the United States -- Texas, New Mexico, Arizona. This is the first Italian edition of this portion of GÃ?³mara's text (the first, i.e. Parte Secondo, first appeared in 1554). GÃ?³mara served as CortÃ?©s's secretary from 1540, when the conquistador returned to Spain. 'Gomara's history is a good history; he derived his information from the highest sources, and he wrote with an elegant brevity and a sense of arrangement that contrasted favorably with the rambling incoherencies of many of his contemporaries. Small wonder it was a favorite book of the time' (Boies Penrose). Despite the defects noted, this is an attractive copy of an important work, one of 'the two pillars on which the story of the Conquest mainly rests' (Prescott). Wagner (SW) 2Y; Alden 566/23. NUC 205: 255-- RPJCB, ICN, NN, TxHi (badly imperfect). Stock#NS0054.

      [Bookseller: The Owl at the Bridge]
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        Wir Maximilian der Ander / von Gottes genaden / Erwelter Römischer Kayser / Zu allen Zeiten mehrer des Reichs / In Germanien / Zu Hungern / Böheim / Dalmacien / Coracien und Sclavonien / [et]c. König / Ertzhertzog zu Osterreich / Hertzog zu Burgundi / Stayr / Kärndten / Crain und Wirtemberg / [et]c. Hrave zu Tirol. [Münz-Ordnung.] Geben auff unserm Königlichen Schloß zu Prag / den zwentzigsten [20.] tag des monats Januarij / Anno / [et]c. Im Ein und sibentzigsten / unserer Reich des Römischen im Neundten / des Hungerischen im achten / und des Böhemischen im zwey und zwentzigsten.

      Einblattdruck (31 x 42 cm), zum Zeitpunkt der Recherche in keinem online zugänglichen Bibliothekskatalog verzeichnet - eine zeitgenössische "Copi der Kayserlichen Mayestat Mandats / die Müntzordnung betreffen / den XX. Januarij" als Digitalisat in der Staatsbibliothek München unter der Nummer BV019586303 - gedruckt unterzeichnet mit "Maximilianus.", "Vt. Jo. Bap. Weber." und "ad Mandatum Sacrae Cäsariä Maiestatis proprium." - Mit der Verordnung versucht Maximilian, das Geldwesen zu stabilisieren. Schon 1566 hatte er versucht, den Renaissance-Euro einzuführen, doch die Landstände legen sich quer. Hochwertige Münzsorten fliessen ungehindert in die Schweiz, nach Italien und in die Niederlande ab, schlechtes Geld ("frembde böse und Inlendische geringe Müntz") überschwemmt das Heilige Römische Reich, das zwar nicht von Griechenland, aber von Dalmatien bis Burgund reicht. Die schleichende Geldentwertung läßt die Preise insbesondere für Nahrungsmittel steigen. Deshalb sollen "kein ander Silberne Müntzsorten" geduldet und "alle dergleiche Müntz verfelschung" verboten werden. Die ehrgeizige Reichsmünzpolitik scheitert aber. Schon 1573 setzt Maximilian die Verordnung außer Kraft. - sehr seltenes Dokument zur Wirtschaftsgeschichte der Renaissance

      [Bookseller: Antiquariat Dr. Rieger]
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        Historien / Von des Ehrwirdigen in Gott Seligen thewren Manns Gottes / Doctoris Martini Luthers / anfang / lehr / leben und sterben / Alles ordendlich der Jarzal nach / wie sich alle sachen zu jeder zeyt haben zugetragen.

      Nürnberg [Ulrich Neuber und Johann vom Berg Erben] 1566 - 4° (20,5 : 15,5 cm). 8 nn., CCXXV num., 1 nn. Blatt. Titel in Rot und Schwarz und mit einigen (teils wiederholten) Holzschnitt-Initialen sowie mit großer -Druckermarke am Schluss. Schweinsleder-Holzdeckelband d. Zt. mit Rollenprägung und zwei Messing-Schließen. VD 16, M 1490 (nennt nur Ulrich Neuber als Drucker). - Erste Ausgabe der ersten Luther-Biographie überhaupt: »Die Kirche verdankt ihm [dem Autor] eine der frischesten, echt lutherischen Biographien des Reformators, die viele Auflagen erlebt hat« (ADB XX 586 ff.). -Johann Mathesius (auch Matthesius, 1504-1565) wirkt zunächst als Direktor der Joachimsthaler Lateinschule und später bis zu seinem Tode als Pastor der Bergbaugemeinde. 1540-1542 studierte er bei bei Luther und Melanchthon in Wittenberg und verkehrte freundschaftlich im Hause des Reformators Martin Luther, der ihn zum Pfarrer ordinierte. Er stand zeitlebens in regem Kontakt mit den Geistesgrößen seiner Epoche: Ph. Melanchthon, Caspar Cruciger, Georg Agricola, Valerius Cordus, Georg Spalatin, Joachim Camerarius zählten zu seinen Korrespondenz- und Gesprächspartnern. Mathesius verhalf dadurch der Joachimsthaler Gemeinde zum Ruf eines angesehenen Kulturzentrums. - »Als bleibendes Vermächtnis M.s gelten seine 1566 veröffentlichten [hier vorliegenden] ?Luther-Historien?, die bis heute nahezu 50 Auflagen erlebten. Dieses erste, aus 17 zwischen 1562 und 1565 gehaltenen Predigten hervorgegangene, prot. Lebensbild des Reformators diente den Lutherbiographen und Reformationshistorikern als Quelle ersten Ranges« (Herbert Wolf: »Mathesius, Johann« in: Neue Deutsche Biographie 16, 1990, S. 369 f.) - Die schöne Druckermarke am Schluss illustriert »Jesus auf dem Berg Thabor« (Matthäus 17) mit der Überschrift »Das ist mein geliebter Sohn, an welchem ich Wohlgefallen habe«. Gezeigt werden Jesus, Moses, der Prophet Elia und die in Ehrfurcht erschrockenen Jünger Petrus, Jakobus und Johannes. - Aus der Bibliothek des Theologen Ludwig Schöberlein (1813-1881) mit dessen eigenh. Namenszug auf dem Titel. - Weitere handschriftliche Besitzvermerke von Justus Rösner (1590-1658, seit 1633 Diakon an Sebalduskirche in Nürnberg) »Ex bibliotheca Rösneriana 1640« und vermutlich dem Erstbesitzer »Johann Michael Pfahler aus Treichtl. [Treuchtlingen]«. - Der Renaissance-Einband zeigt zahlreiche Porträt-Medaillons und einige Ganzfiguren mit Ornamentik. - Der Einband ist stärker berieben, Kapitale und Ecken mit Abplatzungen. Buchblock zu Beginn gelockert, das vordere Innengelenk ist geplatzt. Innen teilweise etwas fleckig. Ganz vereinzelt Unterstreichungen von alter Hand. »Quelle ersten Ranges« 1.000 gr. Einband mit besonderer Ausstattung

      [Bookseller: Antiquariat Halkyone]
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        Liber continens continua serie epistolas Philippi Melanchthonis scriptas annis XXXVIII ad Ioach. Camerar. Pabep. nunc primum... editus.

      Gr.-8vo. Mit wiederh. Holzschn.-Druckermarke u. 1 Initiale. 20 Bl., 821 S. Schweinsldr. d. Zeit auf Holzdeckeln auf 5 Bünden m. blindgeprägt. Deckeln u. 2 intakten Messingschließen. VD 16 M 3553. - Erste Ausgabe der Briefe Melanchthons an J. Camerarius, der 1566 Melanchthons Biographie herausgegeben hatte. - Deckelprägung ähnlich EBDB p000993, Halbfigur Melanchthons mit Unterschrift "FORMA PHILIPPE TVA EST SED // MENS TVA NESCIA PINGI NOTA// EST ANTE BONIS ET TVA SCRIPTA" (docent). Rückseitig Iustitia. - Einband etw. berieben u. fleckig. Titel m. Namen v. alter Hd., rückseitig Stempel. Die ersten u. letzten Lagen m. leichtem Wasserrand an rechter Kante. Einige Marginalien v. alter Hand (zeitgenössisch?). - Schöner Band.

      [Bookseller: Antiquariat Düwal Berlin]
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        De Philippi Melanchthonis ortu.Totius vitae curriculo et morte

      Voegelin, Leipzig, 1566. 10 Bl./423 S./10 Bl. mit in Holz gestochenen Verlagssignet auf Titel, blindgeprägter Pergament-Einband, verziert mit figürlichen Bordüren (Beweinung Christi), vordere Einbanddecke mit dem Brustporträt Melanchthons, rückwärtig Luther. Rücken mit 4 Schmuckbünden und 4 Schmuckecken aus Metall (einige historische Marginalien aus 1591 und wenige Anstreichungen/gering fleckig/unterer Titelrand ohne Textverlust beschnitten und hinterlegt) - Erste Ausgabe/Die erste und bis heute maßgeblichste Biographie Philipp Melanchthons/Wolf, Reformationsgeschichte, II. 289/Knaake II, 30/Schottenloher 15023 - Einband aus der Werkstatt von Hans Cantzler, Wittenberg (Haebler I,72). Einband mit datierter Prägung 1569

      [Bookseller: Celler Versandantiquariat]
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        Das Büch Meteororum.Item: Liber Quartus Paramiri de Matrice

      - Title within typographical border & fine woodcut port. of the author on next leaf. 2 p.l., 106 numbered leaves. 4to, cont. blind-stamped pigskin-backed wooden boards, clasps & catches, upper cover stamped in black "P v P." Cologne: Heirs of A. Birckmann, 1566. [bound with]: -- Astronomica et Astrologica.Opuscula aliquot, jetzt erst in Truck geben, und nach der Vorred verzeichnet. Title within typographical border. Fine full-page woodcut port. of Paracelsus on recto of 9th preliminary leaf, woodcut arms on recto of penultimate leaf of the city of Cologne (repeated on p. 179), on verso the arms of Paracelsus, & another full-page woodcut port. of the author on recto of final leaf. Several other woodcuts in the text. 10 p.l., 235, [3] pp. 4to (minor browning). Cologne: Heirs of A. Birckmann, 1567. [bound with]: -- Philosophiae Magnae.Tractatus aliquot, jetzt erst in Truck geben, unnd hiernach verzeichnet. Title within typographical border & a full-page woodcut portrait of the author, aged 47, on verso of A4. 4 p.l., 247, [2] pp. 4to (minor spotting). Cologne: Heirs of A. Birckmann, 1567. [bound with]: --. .Schreyben, von den Kranckheyten, so die vernunfft berauben, als da sein S. Veyts Thantz, hinfallender siechtage, Melancholia und Unfinnigkeit, etc. sampt ihrn warhafften curen. Darzu auss gemeldts Authoris Büchern gethan sein etliche lustige und nutzbare Process, Administrationes und würckungen dess Vitriols und Erdenhartzes in rechter treuw publiciert, durch Adamum von Bodenstein. [58] leaves (the last leaf is blank). 4to. [Basel: Perna], 1567. A magnificent sammelband in a handsome contemporary binding from the library of Hans Fürstenberg with his bookplate. Stamped on the upper cover are the initials "P v P"; it is also signed on the front free fly-leaf in a contemporary hand "Paulus v Praun." Paul von Praun (1548-1616), a wealthy merchant and art connoisseur from Nuremberg, was one of the greatest art collectors of his time. He lived in Bologna and formed a collection of over 250 major paintings (including two by Michelangelo and one by Leonardo da Vinci) and large collections of drawings, copper engravings, and woodcuts by the most important artists of the 15th and 16th centuries (including the finest group of Dürer prints ever formed). The "Praunsche Kabinett" was moved to Nuremberg after Praun's death and remained intact until 1803. I. First edition of one of Paracelsus's major contributions to natural philosophy in which he strongly attacks Aristotelianism. This text is followed by the first printing of his Book on the Matrix (in German), certainly one of the most searching texts on the nature of women. The fine woodcut portrait depicts Paracelsus at age 45 and is one of the finest renderings of him. II. First edition of the first collection of Paracelsus' writings on astrology and astronomy; it contains an extensive introduction by the editor, Balthasar Flöter (fl. 1567). "Paracelsus based his astrology on the age-old theory of the interaction of man (microcosm) with the universe (macrocosm) and he considered astral influences to be one of the five causes of disease which also included poisonous and impure substances, psychological, spiritual, and divine causes."Heirs of Hippocrates 211. The first woodcut portrait of Paracelsus is after the original Augustin Hirschvogel engraving. Paracelsus is 47 years old, shown holding a sword with his arms and a long inscription round the four sides. The second portrait, also by Hirschvogel and dated 1538, depicts the author at age 45. III. First edition of this important collection of writings; it is the chief collection of Paracelsus's works on natural philosophy, translated here into German. The texts are: "De Vera Influentia rerum"; "De Inventione Artium"; "De Sensu & Instrumentis"; "De Tempore Laboris & Requiei"; "De Bona & Mala Fortuna"; "De Sanguine ultra Mortem"; "De Obsessis a Malis Spiritibus"; "De Somniis, & Erynibus in Somno & annexis"; "De Animabus Hominum post Mortem a [Attributes: First Edition; Signed Copy; Hard Cover]

      [Bookseller: Jonathan A. Hill, Bookseller Inc.]
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        Fastos magistratum et triumphorum Romanorum ab urbe condita ad Augusti obitum ex antiquis tam numismatum quam marmorum monumentum restitutos.

      Brugis Flandrorum, 1566. - Petit in-folio. 12ff. 288pp. 22ff. Plein vélin ivoire du temps. Edition Originale. Important ouvrage de numismatique provenant des presses particulières du célèbre peintre et numismate Hubert Goltzius (1526-1583). Nommé historiographe et peintre de la maison d'Espagne par Philippe II, Goltzius eut l'occasion de visiter un grand nombre de collections et de cabinets d'antiquité à travers l'Europe. Il en rapporta des dessins qui lui servirent à composer des ouvrages dont il gravait lui-même les planches, et qui firent de lui l'un des plus importants numismates de son époque. Cet ouvrage est le premier imprimé par l'auteur dans son domicile à Bruges, où il produisit quelques ouvrages de 1566 à 1576. Il est illustré d'un magnifique titre gravé et de 234 planches, dont 162 gravées sur cuivre représentant des monnaies, et 72 gravées sur bois représentant des inscriptions. Marges du titre gravé un peu courtes, rognant très légèrement la partie imprimée. Bon exemplaire dans son vélin rigide d'origine. H. de la Fontaine Verwey, "The First Private Press in the Low Countries," in Quærendo 2 (1972), pp. 294-310. Brunet, Recherches sur les Imprimeries Imaginaires, Clandestines et Particulières, p.19. [Attributes: First Edition]

      [Bookseller: Librería Comellas]
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        LE NUOVE TEORICHE DE I PIANETI di Georgio Peurbachio astronomo famosissimo ... ridotte ad ogni termine di verità, & illustrate di dotte figure da Pietro Apiano

      In Venetia : appresso Giouan Battista, Marchio Sessa, & fratelli, 1566. ... hora in questa lingua tradotte da Oratio Toscanella della famiglia del maestro Luca fiorentino; & accresciute dallo stesso di belle annotationi. FIRST ITIALIAN EDITION? (SEE OCLC 82898538) 1566 (imprint and date from colophon), Italian text, small 8vo, approximately 145 x 95 mm, 5¾ x 3¾ inches, 4 historiated initials, numerous illustrations and diagrams in the text. Leaves: [7 of 8], [1]-59 making a total of 132 pages, colophon is on verso 59, LACKS TITLE PAGE now replaced with a facsimile and LACKS PAGE 9 (B1), collation: [*]8 (-*1), A-G8 (-B1), H4 (-H4), bound in full early vellum, remains of old paper label to spine, no lettering, slight worming to pastedowns and endpapers, upper margins slightly trimmed throughout, no loss of running title, modern bookplate on front endpaper, occasional light spotting mainly to margins, last page trimmed at fore-edge and strengthened, no loss of text, 2 previous pages have outer edges neatly strengthened. A good copy only, defective, lacking title page and 1 leaf of text B1 as noted. Georg Peurbach, (1423 - 1461) was an Austrian astronomer, mathematician and instrument maker, best known for his streamlined presentation of Ptolemaic Astronomy in the Theoricae Novae Planetarum written in 1454 and firt published in 1472. Many editions followed. Kenney, Catalogue of Rare Astronomical Books, page 232, No.139 citing the Venice edition of 1537. MORE IMAGES ATTACHED TO THIS LISTING, ALL ZOOMABLE. FURTHER IMAGES ON REQUEST. POSTAGE AT COST.

      [Bookseller: Roger Middleton P.B.F.A.]
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